Oct 062010
 

Arrivo sempre di corsa, parcheggio nel piazzale e mi precipito sulle scale. Due piani e sono nel corridoio che fa da attesa prima di entrare. Giornata dura, tre ore passate in mezzo al traffico con l’ansia di arrivare in ritardo e trovare una giustificazione plausibile che copra il ritardo e anche il senso di colpa per aver dormito solo quattro ore. Le altre, le ho passate in rete con la scusa di trovare una spiegazione per giustificare quel file con quella data di ultimo accesso.

Oggi tre incarichi: uno alle XX:00, uno alle XX:15 e l’ultimo alle XX:30. In trenta minuti concludo la giornata ma con il pensiero sono già a sera sempre a cercare una spiegazione su quella dannata data di ultimo accesso.

Li avevo già notati mentre aspettavo il primo appuntamento. Madre e figlio. Seduti in religioso silenzio. Tutti e due con la testa bassa e con lo sguardo di chi si trova coinvolto in una situazione che non gli appartiene. Mentre mi venivano illustrati i fatti la madre mi guardava con un certo imbarazzo e il figlio non staccava gli occhi dal pavimento.

“Mio figlio lo conosco, non ha fatto nulla mi creda…”

“Stia tranquilla…. vedrà… andrà tutto bene, non si preoccupi…” le ho detto mentre uscivano dalla porta.

Dentro di me, pensavo: “sbagli una cifra e finisci a casa di una famiglia per bene…..”

Agosto, periodo di ferie. Periodo che si dedica alla famiglia e agli affetti. Ma fra le tante famiglie ve ne è una che attende un esito. La scadenza è vicina. E’ giunto il loro momento. Ho ancora vivo il ricordo del disagio della madre e la vergogna del figlio. Questa volta non sono obiettivo. Ho visto l’indagato e mi è sembrato sincero: sicuramente è uno sbaglio.

Tutte le analisi richiedono una serie di passaggi obbligati che eseguo di ruotine. Al termine si esegue una scrematura delle informazioni raccolte per avere un’idea del contenuto del supporto. Successivamente si passa alla vera analisi effettuata in più passi. Tutto regolare, non c’è nulla. Ne ero convinto fin dall’inizio, da quel primo incontro in corridoio.

Ma un’analisi richiede che tutti gli step debbano essere superati. Solo dopo posso affermare con sicurezza: “non c’è nulla”.

Già, già, non ci doveva essere nulla…

(LA CONTINUAZIONE NEL PROSSIMO POST)

  One Response to “Dietro le quinte (Part1).”

  1. mi piace come narri le vicende, cerchi di coinvolgere. aspetto il seguito, perche’ son convinto che non sara’ un lieto fine.

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