Jul 212011
 

Sono le 20:30 e finalmente varco la porta di casa.

Mi ci vogliono 15 minuti per scaricare tutto il materiale e riportarlo in lab. E’ finita? NO. Devo lanciare la copia del disco e verificare l’integrità di quelle fatte. Ma… forse è meglio che mangi?  Sono in piedi dalle 4.

Iniziamo con ordine.

Solo le 10 del mattino del giorno X e squilla il telefono (numero anonimo).

A: “Buongiorno, sono Y, abbiamo una attività da fare il giorno Z. E’ disponibile?“.
Io: “Buongiorno, purtroppo no, casomai la settimana dopo. Riusciamo?“.
A: “Le faccio sapere. Arrivederci“.

E’ un brutto periodo quando si avvicina Agosto: è il periodo delle scadenze e quindi ho veramente poco tempo per le uscite non di piacere.

Il giorno dopo squilla il telefono (numero anonimo).

A: “Buongiorno, l’aspettiamo il giorno Z. La chiamerà P per i dettagli. Arrivederci“.
IO: “Ok, mi sembra di capire che sono stato arruolato. Attendo la chiamata“.

E’ in questi momenti che mi torna in mente la domanda che spesso mio padre mi rivolge: “Perché non lavori meno???“. Io gli rispondo in automatico: “dovevo seguire la tua strada…. diventare camionista…!!!“.

Di solito per questo genere di attività non vado mai solo. Pianificare l’attività senza sapere cosa si avrà difronte è complicato.  Spesso non ho manco l’ idea del parco macchine presente e del tipo di dato da acquisire. Avere una “spalla” è fondamentale (magari anche solo anche per piangere).

Conosco Lu non da molti anni, ma ci siamo trovati subito. Il ragazzo è sveglio  (amante della carne) e capisce al volo le cose. La sua grande dote è la pazienza: sopporta brillantemente i miei sermoni. Entrambi siamo sistemisti e quindi siamo abituati ad affrontare le variegate realtà aziendali (disorganizzazioni) che spesso si presentano. Questo è un indubbio vantaggio.

L’evento che si preannuncia inizia  il momento stesso  in cui chiudo la telefonata dopo aver pronunciato la parola “SI” (non è sempre detto che si possa anche decidere per un no).

Quanti dischi mi porto? Di che taglia?“.
Quanti duplicatori portare? Mi servirà la doppia copia?“.
Quali WB utilizzare? Mi devo portare anche lo SCSI? Servirà?“.
Quali LIVE CD avere? Prendo anche le vecchie?“.
Mi serviranno anche strumenti di analisi?“.
A che ora devo partire?“.
Avrò bisogno pure del gruppo di continuità?“.

A tutte queste domande esiste un’unica risposta (sempre la stessa…non si può sbagliare):

Si parte presto e si porta tutto. Quello che manca lo si compra.(anticipando di tasca propria come sempre)“.

Alzarsi alle 4 non è il massimo della vità se si è andati a letto a mezzanotte. E’ comunque un buon traguardo per chi di solito va a letto alle 3 e si alza alle 6. Oltre al lato tecnico c’è pure il lato commerciale per cui non mi posso presentare in calzoni corti e maglietta. Manco giacca e cravatta: fuori ci sono già 29 gradi. Jeans e camicia (bianca…scelta apposta) sono un buon compromesso per una giornata sicuramente calda.

Ho appuntamento con Lu fra due ore e sono già in ritardo. Non perché sia partito tardi ma perché ci vogliono due ore e un quarto di strada mentre io ho preferito immaginare di impiegare due orette scarse.

Arrivo da Lu puntualmente in ritardo. Ci guardiamo in faccia ed entrambi aspettiamo di vedere chi è il primo a dire:

Ma perchè sempre questi orari???“.
Questa è l’ultima volta che facciamo una levataccia!!!“.

Partiamo subito dopo la disputa sulla macchina da utilizzare:

Andiamo con la mia che è più grande!!!“.
La mia però è più veloce!
Si ma è anche nera!

Siamo in ritardo e quindi vince lui oggi: macchina NERA (ma veloce sulla carta).
Prima di arrivare all’appuntamento in perfetto orario prendiamo un caffè in un BAR. Ci serve una parvenza professionale e sveglia.

E’ sempre bello incontrare qualcuno che ti accoglie con un sorriso e ti dice:

è passato un po’ di tempo ma ci rivediamo!“.

Da sempre la sensazione che l’ultima volta hai fatto un bel lavoro e si ricordano ancora di te.

Dopo i sorrisi e le strette di mano si inizia:  parlano loro e  noi ascoltiamo solo. Sono gli ultimo dettagli sul tempo che abbiamo a disposizione. Che ansia, non ho idea di cosa troverò ma so perfettamente quanto tempo ho a disposizione.

Partiamo in fretta e furia. Una macchina davanti a noi e una dietro in perfetto stile scorta. Chissà perché corrono così forte.

Ma se prendiamo un Velox, chi paga?”
beh… hai voluto prendere la tua???“.

Mi guarda storto e continua balbettando qualcosa. Non ci faccio caso io sto su un’altro pianeta:

E se trovo un’armadio di dischi?
Porto via un Backup? Su nastro? Se hanno dei vecchi LTO2?
E se lo faccio sequestrare?

Non so dove siamo, dove stiamo andando e cosa farò ma sono arrivato. E ora?

Entriamo tutti. Dopo i convenevoli della situazione io e Lu giriamo con il permesso del proprietario. Obbiettivo lo Switch di rete. Parla più un dispositivo di rete che un amministratore di sistema. E’ comunque lo stesso amministratore di sistema che gentilmente lo spegne su indicazione nostra. Noi lo ringraziamo e usciamo all’aperto. La burocrazia ha bisogno del suo tempo e io di aria (calda visto i 30 gradi).

Rimaniamo ad aspettare l’ok per quasi un’ora. Nel frattempo ho fatto il terzo grado all’amministratore e ho già idea di come muovermi. Sarà lui a mettere mano a tutto in base alle nostre richieste. Ad ogni nostra richiesta aggiungo sempre

pensi che sia un problema?“.

Non spegniamo nulla. Preleviamo quello che ci serve come dei chirurghi in accordo con i nostri colleghi e dell’amministratore (che in tutta la mattinata non ha detto una parola). Mi piacerebbe scrivere che è andato tutto liscio e non ci sono stati intoppi ma non è così. Un paio di processi attivi “loccano” dei file che ci servono. La copia non va a buon fine e siamo costretti a ripeterla. Fra una copia e l’altra decidiamo di fare un break. Coffe Time. Rigorosamente al BAR e lontano dall’obbiettivo.

Il caffè e il contesto non sono proprio il massimo ma chi ce lo porge si.

Rientriamo.
Copia completata.

Abbiamo finito!!!” esclama Lu.
Magari… manca il verbale“.

E’ la cosà più importante forse anche dei dati prelevati. Impiego il 30% del tempo dedicato all’obbiettivo a scrivere il verbale delle tutte le operazioni fatte. Dettagliato con tanto di cronologia oraria e ben condito con termini tecnici. Lu in questi momenti mi odia. Fra una frase e l’altra gli chiedo:

Mi guardi questo?”.
Mi guardi quello?“.
Che matricola?“.
Che modello“.

FINITO.

Partiamo sempre in fila indiana, loro davanti e noi nel mezzo. La giornata è lunga e abbiamo altri obiettivi. Nel frattempo che ripenso a quanto fatto (quel demone attivo mi ha fatto perdere del tempo per nulla) siamo a quota 34 gradi in aumento. Lo sapevo… dovevamo prendere la mia macchina (ma la sua è sempre veloce).

Arriviamo prima di pranzo. Una bella sede con aria condizionata. Fa quasi freddo. I colleghi che da ore ci aspettano ci indicano le scale. Ho un terribile presentimento. Sottotetto… senza finestre… e un povero server che ci aspetta.

Ci saranno forse più di 30 gradi.

Lu devi infilarti sotto e collegare la porta USB….
Io? ma proprio io?
Si…. io non posso.. ho la camicia bianca…” (grazie del regalo Mary).

Il tempo di lanciare FTK IMAGER LITE e siamo fuori di corsa. Entrambi grondanti di sudore.
Ci guardiamo in faccia:

ma chi ce lo fa fare con questo caldo?

Non ho tempo per rispondere…. arriva un collega:

Ragazzi, ci aspettano dall’altra parte“.

In macchina ci sono 42 gradi. Io trattengo il respiro. Lu non parla. Arriviamo. Entriamo diretti  in fretta e chiedo al primo che incontro:

Buongiorno, non avete un condizionatore qui?
NO“.
………………………beep………………………………..“.

A testa bassa e senza respirare iniziamo a prelevare quello che ci serve annotando l’ora e le caratteristiche. Lu è bianco. Sono le 14 e non abbiamo mangiato. Ok, pausa. Usciamo di corsa con la scusa di prendere del materiale ed entriamo in un bar. Un rapido sguardo e capiamo che non è il posto giusto.

Lu mi guarda:

e quindi?
Guardo la ragazza al balcone:”due Toast grazie“.
“Due??” esclama Lu.
Quattro Toast grazie“.

Mangiamo in fretta. Rientriamo. Operazione completata. Ottimo. Avanti con il verbale.

Sono le 17. Abbiamo finito.Ripartiamo subito: si va a casa.Tutti contenti spero. Io e Lu siamo a pezzi.Io mi addormento mentre lui guida e al mio risveglio mi guarda ed esclama:

ma dormivi?
è da stamattina che guidi come un pensionato!“.

  One Response to “Una giornata di ordinaria follia forense.”

  1. Ciao, devi farne un libro, con tutte ste cose. Tutto bene per? Dai che fra poco torna il freddo e stai ops starete bene te e il tuo collega. P.S. ma la macchina nera, era veloce o no? E comunque utilizza il condizionatore in auto.
    SALUTI DA BELLUNO

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